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Nel mese delle maschere, dei coriandoli e delle stelle filanti siamo andati a Pietrasanta, per presentarvi una vivace cooperativa della Versilia che colora ogni occasione, compreso il Carnevale.

Infatti, oltre alla sua normale attività, da quattro anni partecipa con una mascherata al carnevale della città, cercando di trasformare il disagio e la solitudine in colore, gioia e solidarietà. Lo dice il nome stesso: coop L’Arcobaleno.

Cerchiamo di capire qualcosa in più di un mondo ai margini della nostra società: l’assistenza ai disabili. Lo Facciamo insieme a Elena Casigliani, presidente della coop, Daniela Vietina e Antonella Vietina, rispettivamente coordinatrice e responsabile della qualità del centro di Pietrasanta.

 

 

Uno... nessuno... centomila! La mascherata 2009 del Centro Diurno di Pietrasanta.

Sopra: foto di gruppo davanti al Centro.

Sotto: sfilata per le vie della città.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra: davanti al centro di Pietrasanta da sin Giovanna Colasanti, la presidente Elena Casigliani,

al centro Antonella Vietina, seconda da destra Daniela Vietina, insieme a due operatori del centro

 

 

La vostra è una coop radicata nel territorio da ormai 20 anni. In che settori operate?

Oltre ai due centri diurni per la socializzazione dei disabili, a Pietrasanta e a Pontestazzemese, forniamo l’assistenza base in una residenza per anziani, l’Istituto Campana a Seravezza. Nello stesso Comune facciamo poi servizi domiciliari per aree di disagio che coinvolgono giovani, anziani, portatori di handicap. In più, grazie a un progetto con l’ASL, da quattro anni forniamo assistenza domiciliare d’urgenza per ultra sessantacinquenni dimessi dall’ospedale in condizioni serie.
 

 

 

Un grande impegno, da un punto di vista sia professionale che umano. Parliamo dei due centri diurni, a Pietrasanta e Pontestazzemese. A chi sono destinati?

 

A persone dai 18 ai 65 anni, che hanno una situazione psicofisica in condizione di gravità ( codice H3 ). Vengono ammessi su disposizione del Comune, devono aver compiuto l’obbligo scolastico e per loro l’equipe che li prende in carico deve aver ritenuto opportuno un progetto di tipo abilitativo e riabilitativo.

 

 

Le cariche sociali


Presidente:
  • Elena Casigliani ( responsabile sicurezza )

Consiglieri:

  • Franca Apolloni (coordinatrice Pontestazzemese)

  • Giovanna Colasanti (responsabile per gli acquisti)

  • Marcello Poli (responsabile con Riccardo Biagi di forniture e servizi)

  • Antonella Vietina (coordinatrice Pietrasanta)

  • Daniela Vietina (responsabile gestione qualità)
     

 

 

Visitando la struttura.

Al Centro di Pietrasanta, molto simile a quello di Pontestazzemese, c’è una zona di ingresso con gli uffici, poi un grande salone per le attività, con una cucina, tavoli, dispense. Poi ancora sala tv, camere, bagni, spogliatoi… il tutto colorato e rallegrato da disegni e foto appese alle pareti, oltre ai quadretti e ai mosaici realizzati durante l’anno.
 

 

 

Immagini delle edizioni passare delle mascherate

E quanto restano da voi queste persone? Seguono progetti a tempo?

In teoria dovrebbero rimanere fino a che non sono in grado di essere inserite in contesti lavorativi. Questo accade raramente, vista la gravità delle loro situazioni, così finisce che, pur migliorando, la maggior parte di loro continua a frequentare i centri. Poi c’è la componente affettiva.

Il gruppo di utenti, in tutto 30 tra Pontestazzemese e Pietrasanta, è molto affiatato. Insieme passano 7 ore al giorno, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 9 di mattina alle 16 del pomeriggio. Tranne quando fanno le gite fuori porta, in tal caso passano insieme anche tre giorni.

 

 

Le attività dei due Centri Diurni.

Sono così tante che sicuramente ce ne dimentichiamo qualcuna. Cerchiamo di vederle una ad una, a partire da quelle più piccole, ma più importanti per la vita di tutti i giorni.

 


Le cose base: cura della persona, socializzazione e comportamento.

Per noi che scriviamo e leggiamo può sembrare automatico lavarsi i denti la mattina e dopo mangiato, scegliere i vestiti da mettersi, mangiare con la forchetta, salutare qualcuno quando lo si incontra. Ma per le persone qui al centro può diventare un ostacolo, qualcosa per cui sforzarsi. Ecco cosa si impara prima di tutto qui: la pulizia della persona, il comportamento in pubblico, relazionarsi con gli altri. Cose fondamentali insomma, per consentire a queste persone di essere un po’ più autonome, tutti i giorni.
 

 


Artigianato e falegnameria.

Splendidi oggetti vengono realizzati tutto l’anno. Alcuni sono visibili all’ingresso del centro di Pietrasanta, altri sono appesi alle pareti per rallegrare l’ambiente, ma la maggior parte sono venduti nei mercatini di Natale che ogni anno vengono allestiti in città. Di cosa si tratta? Di oggetti in ceramica e terracotta, come piastrelle decorate o piatti dipinti, ma anche mosaici smaltati, corone natalizie, statuine del presepe – che viene poi esposto in chiesa -, costumi e maschere in cartapesta per il Carnevale. Per non parlare della falegnameria: giocattoli in legno, impagliatura di sedie… la maestria cresce di anno in anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra: attività artigianali, come terracotta e mosaico.

A sinistra e in basso: il presepe realizzato dai ragazzi del Centro

e il mercatino di Natale
 

 

 

Giardinaggio.

 

Questa attività segue il corso delle stagioni e consente alle persone che frequentano il Centro di stare all’aperto, capire qualcosa in più della natura e sperimentare la pazienza e i frutti che porta. O i fiori… è proprio il caso di dirlo!
 


Ginnastica in palestra.

In una palestra pubblica, le persone disabili hanno la possibilità di fare, con frequenza e regolarità, ginnastica in gruppo, anche con altre persone. A seconda delle possibilità fisiche e motorie di ognuno gli esercizi sono diversi e personalizzati. L’importante, al di là del movimento, è ancora una volta la socializzazione, obiettivo primario dei centri diurni.
 


Teatro.

Grazie alla collaborazione con una scuola di teatro attiva sul territorio e impegnata anche a lavorare con i disabili, il Centro ha avviato da anni questa attività. La scuola si chiama Piccolo Teatro Sperimentale della Versilia ed è diretta dall’attore e regista teatrale Federico Barsanti. Il teatro si impone come una sfida per alcuni di questi ragazzi: affrontare il pubblico, stare fermi in scena, seguire una regia, seppur minima, e rispettare un copione con le entrate, le uscite, le battute, ma soprattutto i silenzi quando non si può assolutamente parlare. Una vera impresa, ma sembra che i ragazzi rispondano benissimo. L’ultima fatica andata in scena al teatro Jenco di Viareggio? Pinocchio.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra e a sinistra: attività in palestra; a fianco: lo spettacolo Pinocchio sul palco del teatro Jenco di Viareggio. Sotto: giardinaggio al Centro.
 

 

 

Le feste di compleanno.

Il centro diurno è un po’ come una famiglia allargata. E in una famiglia non ci si dimentica mai del compleanno di qualcuno. Qui i compleanni si festeggiano tutti insieme, con tanto di torta e addobbi.


 

 


Le gite.

Momento di socializzazione per eccellenza, le gite rappresentano una vera e propria tappa nella vita di queste persone. Allontanarsi da casa, magari per più di un giorno, trascorrendo la notte fuori, è una novità assoluta per alcuni. Di solito accompagnati anche dai genitori, gli utenti del Centro hanno iniziato con gite di un giorno qualche anno fa… e non si sono più fermati! Non solo Siena, San Rossore, Montenero, Gardaland, Milano, Bergamo, Napoli, Capri, Ischia, Venezia; ma anche Francia, Croazia, Slovenia e chi più ne ha più ne metta! I ricordi, oltre che indelebili nelle loro menti, sono anche visibili lungo i corridoi del Centro di Pietrasanta: cartelloni con foto e disegni di tanti luoghi visitati insieme.


 


Le serate fuori.

Sempre all’insegna dello stare insieme, quella che ormai possiamo chiamare la “Compagnia dell’Arcobaleno” si è divertita con serate in pizzeria, al cinema, al teatro e… tappe in discoteca! Tra i locali visitati, non potevano mancare i versiliesissimi Capannina e Twiga.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra, a fianco e sotto: diversi momenti nelle gite in Italia e all’estero.
 

 

 

 

 

 

 

                                                      

E i risultati ci sono !

In questo turbinio di attività ed eventi non dimentichiamoci che al centro restano loro, gli utenti. E l’obiettivo è il loro miglioramento, da un punto di vista di gestione personale e di socializzazione. Funziona il programma del centro? Pare proprio di sì: su 30 ragazzi, si può dire che 25 abbiano conseguito risultati ottimi.



Ogni utente è diverso dall’altro.

Ecco perché all’inizio di ogni anno viene redatta una scheda personalizzata con gli obiettivi, in accordo anche con la famiglia dell’utente. Anche questa è qualità del servizio.

 

 

 

 

 

 

 

La storia. Buon compleanno Arcobaleno!

Era il 1989 quando nasceva la cooperativa Arcobaleno, dopo sei anni di attività associativa sul territorio. Proprio nel ventesimo anniversario della nascita, sentiamo direttamente dalla Presidente Elena Casigliani, madrina di questa cooperativa, come è andata.

Io ero presidente già allora, nel 1983, quando avevamo solo 3 ragazzi. Oggi ne abbiamo 30! Perché decidemmo di costituirci come cooperativa? Perché come associazione non era più possibile fare convenzioni con l’ASL. Volevamo crescere e come cooperativa c’erano più possibilità, ma soprattutto credevamo e crediamo tutt’ora nella cooperativa come formula, come spirito.
Iniziammo con il centro a Pontestazzemese, poi, crescendo il numero degli utenti, abbiamo aperto anche quello a Pietrasanta, in questo fondo datoci dal Comune. I soci fondatori della cooperativa erano 9 e quell’anno avevamo 7 ragazzi. Oggi abbiamo 30 soci, che sono in parte lavoratori, in parte familiari degli utenti, oltre ad altre persone coinvolte in qualche modo.

 


 

Un’informazione in più….

Quali sono le modalità di ammissione ai centri diurni?
La proposta di inserimento alle strutture viene effettuata dagli assistenti sociali competenti sul territorio, in accordo con i familiari che ne hanno fatto richiesta. L’utente viene preso in carico dal G.O.M. dell’Azienda A.S.L. 12 Versilia, che formula un progetto abilitativo-riabilitativo e che tiene la lista di attesa. Il G.O.M. è il cosiddetto gruppo operativo multi professionale, composto dal responsabile unità funzionale disabilità, da assistenti sociali della A.S.L., da uno psicologo, uno psichiatra, un educatore professionale della A.S.L. , un tecnico della riabilitazione e un referente del Centro.

 

 

 

Feste di compleanno

al Centro di Pietrasanta.

 

 

Abbiamo 24 soci lavoratori, per la maggioranza femmine, con diversi profili professionali: educatore professionale, educatore non formato, assistente di base.


Vent’anni. E’ tempo di fare un bilancio e di guardare al futuro. Resterà “l’Arcobaleno” nel cielo versiliese?

Il contratto per i Centri con gli enti pubblici viene rinnovato di anno in anno. Finora è sempre stato automaticamente riconfermato, pur cambiando la realtà politica delle amministrazioni. Quindi abbiamo speranza per il futuro di continuare il servizio con affidamenti diretti alla nostra realtà, per garantire continuità al progetto portato avanti fino ad oggi.


Perché una piccola cooperativa?

Noi crediamo a questo tipo di servizio, a questo tipo di spirito. Essere vicini agli utenti, in modo che si sentano seguiti e che si crei la giusta atmosfera per la socializzazione. Non siamo per le cooperative-imprese. Rispetto a loro non ci sentiamo da meno in termini di professionalità, di titoli o di capacità, qui siamo tutte persone qualificate. La qualità ci viene confermata anche dai familiari degli utenti che ci telefonano per ringraziarci. Purtroppo però il grosso fagocita il piccolo. Ciò nonostante, noi crediamo al nostro modello di cooperativa del territorio.


L’Arcobaleno ha mai avuto momenti di crisi come cooperativa? Se sì, come li avete superati?

Abbiamo avuto qualche difficoltà economica, ma esclusivamente per il ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Ciò nonostante siamo sempre stati puntuali nel garantire ai nostri soci il giusto compenso per l'impegno profuso.  Resta comunque un po’ di rammarico, perché le amministrazioni pubbliche non tengono nella giusta considerazione il nostro impegno ed i nostri sacrifici. Sono comunque gratificanti gli attestati di stima che ci pervengono dalla comunità, dai famigliari e dai nostri assistiti.
 

Sempre accanto a Confcooperative.

Praticamente siamo associate a Confcooperative quasi dall’inizio. Non abbiamo mai avuto particolari problemi, ci erogano alcuni servizi. Probabilmente per il futuro dovremmo approfittare di più della loro collaborazione.

Qualche suggerimento per Confcooperative?

Siamo soddisfatti così. Un miglioramento però ci potrebbe essere, ma non solo da parte di Confcooperative, ma da tutte le cooperative che aderiscono a tale organizzazione. Si potrebbe programmare di coordinarci meglio in vista degli appalti, evitando conflittualità fra le cooperative della stessa zona.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla Capannina di

Forte dei Marmi

Se la cooperativa Arcobaleno avesse una Carta Costituzionale…

… sarebbe fondata sui principi di eguaglianza, imparzialità, continuità, partecipazione, efficacia ed efficienza. Del resto è scritto anche sulla Carta dei Servizi dei Centri Diurni della cooperativa.



Un particolare occhio alla qualità.

Che l’Arcobaleno ponga come priorità la qualità lo si capisce subito dalla presenza di un’apposita responsabile della gestione qualità: Daniela Vietina. Ma lo si capisce anche dal rendimento dei ragazzi: 25 su 30 hanno conseguito ottimi risultati. Lo si intende dalla soddisfazione degli utenti, che, una volta entrati, difficilmente abbandonano i Centri. La soddisfazione è anche dei familiari, che telefonano spesso per ringraziare e partecipano attivamente alle attività e alle gite. Come se non bastasse, i Centri Diurni hanno conseguito anche ben due certificazioni internazionali di qualità, di cui una ISO 9001-2001.
 

Il bilancio.
Al 31 dicembre 2008 il valore della produzione era di 793.453 euro.
L’Arcobaleno – Società Cooperativa arl

Pietrasanta
Via S.Agostino, 19
tel e fax 0584 793972
e-mail info@cooplarcobaleno.org

Pontestazzemese
via Martiri di Sant’Anna, 35
tel e fax 0584 777083
e-mail sclarcobaleno@cooplarcobaleno.org

sito www.cooplarcobaleno.org

Testo e immagini di Ilaria Lonigro  

Adattamento immagini Andrea Fornaciari

 

servizio a cura della Cooperativa Atlante Consulenze

Credits